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18/06/2007 - Caso ENI

Giorgio Cisbani, LPG, Caracas, 18/06/2007

VENEZUELA: Il contenzioso Eni, le imprese italiane, il ministro

 

Rappresentazione teatrale in un caffé di Caracas

Protagonisti: G (giornalista italiano); D (imprenditore italiano in Venezuela)

 

Giorgio Cisbani, ex Senatore del PCI, poco prima di lasciare il Venezuela dopo una permanenza turistica di qualche settimana, ci ha trasmesso il pezzo che segue. Il tono é scherzoso e singolare é l'idea di uno scenetta teatrale: un modo leggero per affrontare seriamente un problema di cui in questi giorni s'é parlato non poco.

 

G- Dottore, la ringrazio molto e mi scuso per il disturbo.

 

D- S'immagini. Ho piacere. Sono molto curioso di sapere in cosa posso esserle utile.

 

G- Dall'ambasciata mi dicono che lei puó darmi informazioni sul contenzioso ENI - Venezuela...

 

D - Ah! Va bene, ma non c'é molto da dire.

 

G- Ha letto la dichiarazione del ministro D'Alema "...abbiamo espresso la nostra preoccupazione per attegiamenti che hanno toccato rilevanti interessi di imprese italiane. Sono contenziosi piuttosto seri."

 

D- Si. E' sorprendente, perché l'uomo é molto intelligente...

 

G- Perché sorride... sembra compiaciuto.

 

D- No, no. Semmai dispiaciuto, perché la dichiarazione é sbagliata, infondata. Non esiste alcun contenzioso di imprese italiane in Venezuela, al di fuori di quello ENI.

 

G- Lei é dunque d'accordo con il ministro della pianificazione, con Jorge Giordani e con la nostra ambasciata.

 

D- Se vuole mi unisco e facciamo un piccolo coro. Cosí, magari, a Roma riesciranno ad acoltare  informazioni corrette.


G- Va bene, prendo atto: non esiste alcun altro contenzioso! Peró, mi dica, per giungere ad una dichiarazione del genere, cosa puó esser successo?


D- Probabilmente hanno preso per corretta un'informazione sbagliata: a seguito di modifiche normative, esistono delle controversie tra il Governo ed alcune  imprese venezuelane. Il punto é che quelle sono imprese venezuelane e non altro, anche se i titolari sono di origine italiana. Che l'Italia non c'entri nulla, non é difficile capirlo. Evidentemente  c'é chi  confonde le carte.


G- In Venezuela, dunque, si confondono le carte?


D - Sa, il mondo é sempre piú piccolo, é meglio dire che le carte possono essere confuse in ogni parte.

 

G - Lei é molto che vive e lavora qui?


D - Si, sono moltissimi anni che frequento questo Paese, se cosí posso dire, nel senso che vivo prevalentemente ma non soltanto qui. Questi problemi, comunque, li conosco perché materia del mio pane quotidiano.


G - Su l'ENI il ministro Giordani mi ha detto sarebbe l'unica grande impresa ad non aver raggiunto l'accordo con il Governo venezuelano. Le altre trentadue, dalle americane alle brasiliane, tutte  hanno sottoscritto un nuovo contratto.


D - Si. C'é da dire, peró, che l'ENI non é molto interessato al prodotto venezuelano, non potendolo tecnicamente utilizzare nelle proprie reaffinerie...


G- Ma sinora é stato interessato?


D- Lo utilizzava come merce di scambio, ma non é strategicamente indispensabile. Alla richiesta di aumento ha preferito rinunciare.


G- Il ministro ha detto per una differenza minima. Ha parlato, mi pare, tra 41 e 46, mentre ora dovrebbe sborsare 120. Comunque un errore di valutazione?


D-  Ma, lei capisce, se quell'impianto in bilancio ENI era, supponiamo, a 1.700, qualsiasi fosse stato l'esito della rinegoziazione, l'importo sarebbe stato molto inferiore, prevedibilmente intorno alla metá. S'é perció preferito continuare a scrivere in bilancio una cifra fittizia, anziché affrontare la concreta realtá, scaturita dalla decisione del Governo venezuelano di modificare, in base ad una nuova legge, un contratto ritenuto iniquo. Semmai soltanto fra qualche anno la cifra corretta entrerá nel bilancio, intanto é a 1.700.


G- Colgo l'occasione: che ne pensa del governo Chavez?


D- Che si sta sempre piú incamminando lungo un sentiero che a me non piace. Ma l'Italia –giustamente - ha rapporti economici con tutti, dall'Iran alla Cina. E´difficile comprendere il perché di un certo distacco, di una evidente freddezza nei confronti di questo Governo. Tra l'altro quando le imprese italiane stanno lavorando molto, acquisendo prestigio e profitti, e molte altre ancora potrebbero facilmente trovare ruolo e spazio. A me non piace la strada di Chavez, ma l'Italia ha sottoscritto nel passato con il Venezuela accordi che migliori non potrebbero essere. E, sinora, nessun atto, nessun gesto, nessuna ombra li ha messi in discussione.


G- Potrei commentare le sue parole dicendo che il nostro é uno strano Paese, pieno di sapienza ed intelligenza, che peró qualche volta, per qualche momento, rischia di annegare in un bicchiere d'acqua.


D- Io bevo vino... non saprei che dirle.

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Approfondimenti

 

Al fine di approfondire gli argomenti di questa “rappresentazione teatrale” invitiamo a leggere i seguenti articoli:

 

-        Attilio Folliero, LPG, 18/06/2007, La fine dell’apertura petrolifera in Venezuela. Spesso si parla, soprattutto in Italia ed in generale all’estero della nazionalizzazione del petrolio operata da Chavez. Si tratta di un equivoco (forse) voluto per agitare le acque. In quest’articolo si cerca di spiegare ció che realmente é avvenuto in Venezuela in relazione al petrolio, nazionalizzato dal 1976, 33 anni prima di Chavez.

 

-        Piero Armenti, Notizie da Caracas, 12/06/2007, Eni, un accordo col Venezuela? Magari. Sulle dichiarazione alla Commissione Esteri della Camera di Paolo Scaroni, Amministratore Delegato di ENI.

 

-        Piero Armenti, Notizie da Caracas, 14/06/2007, La senatrice Rebuzzi invita l'Italia a fare qualcosa contro il Venezuela (ma la sua è una visione surreale). Consigliamo la lettura di quest’articolo perché sono dettagliati i guadagni che stanno realizzando tutte le imprese italiane che operano in Venezuela.

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