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18/06/2007 - La fine dell'apertura petrolifera in Venezuela

Attilio Folliero, LPG, Caracas, 18/06/2007

La fine dell’apertura petrolifera in Venezuela

 

L'induistria petrolifera venezuelana é stata nazionalizzata negli anni settanta. I governi neoliberali di questo paese degli anni ottanta e novanta, attraverso una legge cosiddetta dell’"Apertura Petrolifera", avevano aggirato il problema di un petrolio nazionalizato, praticamente dando la gestione dei pozzi ad imprese private, che operavano non solo sfruttando i pozzi come se fossero di sua proprietá, ma determinando un doppio danno al Venezuela: da un lato ingressi bassissimi, e dall'altro un danno ancora ancora piú grave che quello economico. Il petrolio venezuelano ha la carattersitica di essere pesante e per essere estratto in molti casi é necessario "liquefarlo" attraverso un meccanismo di riscaldamento, utilizzando il gas. Le imprese private per massimizzare i profitti e ridurre le spese evitavano l'utilizzo di questo processo. Cosí facendo estraevano da un pozzo la parte di petrolio piú liquida e piú superficiale, ossia percentuali bassisime che in alcuni casi arrivavano ad essere solamente del 5/10% della quantitá di petrolio estraibile. Il resto del petrolio, eliminata la parte piú liquida si induriva e solidificava ed oggi per poterlo eventualemnte estrarre da quei pozzi, sfruttati dalle multinazionali, ci sarebbe bisogno di una maggiore quantitá di energia (gas) per portarlo dallo stato praticamente solido a quello liquido, con costi di estrazioni notevolmente piú alti.

 

A partire da quest'anno (1 maggio) viene abolita questa legge dell'"Aperetura petrolifera" che consentiva praticamente alle multinazionali di sfruttare il petrolio venezuelano come se fosse suo, con ridicole "regalias" per lo Stato venezuelano, ossia la percentuale spettante allo Stato per ogni barile di petrolio estratto. Tali percentuali in determinati momenti arrivarono ad essere dell'1%. Praticamente lo Stato venezuelano regalava il suo petrolio alle multinazionali.

 

Con Chavez, la musica cambia: per alcuni casi si rinegoziano i contratti, elevendo le “regalias”, per altri si creano imprese miste, dove il pacchetto di maggioranza é nelle mani  del Venezuela. Le societá internazionali coinvolte erano 32. La maggior parte di esse, fin da subito trovano l’accordo col Governo venezuelano e PDVSA, l’impresa petrolifera nazionale, in quanto ben conscienti che non potevano continuare a “rubarsi” il petrolio all’infinito. Alla fine tutte hanno trovato l’accordo, meno una, l’italiana ENI, che ha deciso di adire le vie legali internazionali, che probabilemnte non la vedranno favorita in quanto la sua azione si svolge contro uno Stato Sovrano in materia di politica petrolifera. Anche il fatto che nessun’altra multinazionale abbia deciso di adire le vie legali é sintomatico della consapevolezza della enorme difficoltá di riuscire a vincere una causa del genere.

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