Attilio Folliero, LPG, Caracas, 29/05/2007
Protestare con la maglietta dell’Adidas
In Venezuela i rapporti di forza sono chiari: da un lato una maggioranza del 70% che appoggia al governo di Hugo Chavez, dall’altro lato una minoranza del 30% che lo avversa qualunque cosa faccia. Il governo Chavez, in alcuni casi, ha emanato provvedimenti che hanno beneficiato soprattutto le classi medie e medie-alte. Provvedimenti come la concessione di crediti per l’avvio di una attivitá imprenditoriale sono diretti soprattutto alle classi medie e medie alte. I crediti al consumo per l’acquisto, per esempio di una macchina che permettono anche l'acquisto di una macchina di grossa cilindrata, non meno di 40/50.000 euro non sono provvedimenti che vanno a beneficiare le classi popolari. Nemmeno nella ricca Italia le classi popolari possono permettersi fuoristrada da 40/50.000 euro.
Cosí il credito per l’acquisto dell’appartamento, che ha finito per beneficiare soprattutto le classi medie. Purtoppo, malgrado gli enormi benefici previsti dalla legge, il provvedimento non arriva a beneficiare le classi piú povere ed emarginate.
I provvedimenti per l'acquisto ell'immobile prevedono un mutuo offerto ad un tasso che é infinitamente inferiore rispetto al tasso di inflazione, arrivando ad essere un terzo dell'inflazione; addiruttura una parte del costo dell'immobile é finanziato direttamento dallo stato a fondo perduto.
Malgrado tutto, questi provvedimenti non beneficiano le classi piú povere, quelle che non hanno un posto fisso, uno stipendio fisso mensile, quelle che non hanno il gruzzoletto da parte per l’anticipo, che non potranno mai accedere ad un mutuo e che continueranno a vivere nelle baraccopoli che accerchiano le principali cittá del Venenzuela. Il governo Chavez non ha ancora preso di petto il problema. Si sta parlando di una “Missione Cristo” per sradicare la povertá entro il 2021, ma é tutto ancora da venire. Le grandi cittá continuano ad essere circoindate dalle baraccopoli, sotto gli occhi di tutti.
Molti provvedimenti, dunque, hanno beneficiato le classi medie e medio-alte. Non avrebbe senso protestare contro Chavez. In realtá chi avversa Chavez non lo fa sulla base di una gestione che non condivide, ma semplicemente sulla base di idee preconcette e soprattutto per l’appartenenza ad una determinata classe.
Alle ultime elezioni presidenziali, lo scroso 3 dicembre, l’opposizione ha preso circa quattro milioni di voto, attorno al 35%. Ovviamente non ci sono 4 milioni di oligarchi in questo paese, perá agli oligarchi si sommano milioni di persone appartenenti alle altre classi che o manipolati o per scelta avversano il Governo di Chavez. Da due a tre milioni di venezuelani hanno votato contro Chavez, perché il candidato oppositore aveva promnesso loro di dargli un reddito fisso mensile, circa un milione di bolivares, derivante dalla rendita petrolifera. Una promessa populista che peró é riuscita a penetrare nelle coscienze piú povere e deboli di questo paese. In quale pase non avrebbe penetrato?
Domenica scorsa la Televisione RCTV, di proprietá di ricche famiglie oligarchiche ha cessato di trasmettere in chiaro, in quanto lo Stato, legittimamente, allo scadere del contratto di concessione non ha voluto rinnovarlo per interessi superiori della collettivittá, ossia per cercare di riequilibrare le frequenze fra pubblico e privato. In Venezuela il settore privato detiene circa l’80% delle trasmissioni televisive. RCTV non é stata chiusa: continuera’ a trasmettere via cavo.
Tale provvedimento ha determinato delle proteste, circoscritte a determinate zone del paese ed in particolare nell’est della cittá di Caracas.
Per rendersi conto di chi stava protestando, bastava osservare i vestiti. La maggior parte di chi stava protestando indossava capi firmati, dalle scarpe al cappellino, al fazzoletto utilizzato per coprire il volto; erano “firmati” dalla testa ai piedi. Protestare indossando la maglietta dell’Adidas non é da tutti, ma solo da gente ricca, da gente che appartiene alle classi oligarchiche. Una minoranza, che qualunque provvedimento adotti il Governo sará sempre in piazza a protestare, perché la loro non é una protesta in contro di un determinato provvedimento: loro difendono interessi di classe, gli interessi della classe oligarchica.